La Oliva

Ex capitale di Fuerteventura fino al 1860

La Oliva è una città tradizionalmente agricola del nord di Fuerteventura. Tra l’inizio del XVIII secolo e la metà del XIX secolo, la città ha svolto un ruolo amministrativo molto importante, divenne infatti la capitale dell’isola nel 1836, ma perse tale status nel 1860 a beneficio di Puerto de Cabras, l’attuale Puerto del Rosario.

Oggi l’agricoltura e l’allevamento di capre hanno perso la loro importanza a favore dello sviluppo del turismo incentrato sul più grande centro balneare dell’isola, Corralejo. Altri tentativi di sviluppo turistico come El Cotillo o Parque Holandès hanno avuto meno successo.

La città di La Oliva ha solo circa 1.300 abitanti, ma con i circa 25.000 abitanti di tutto il territorio è di fatto il secondo comune più popolato di Fuerteventura, dopo quello di Puerto del Rosario.

Il toponimo di La Oliva è probabilmente dovuto al gran numero di olivi selvatici presenti nella zona al momento della fondazione del villaggio. Infatti, un albero di ulivo è presente sullo scudo della bandiera della città.

Dove si trova La Oliva

Il centro di La Oliva si trova nell’entroterra lontano dalla costa dell’isola. Il centro turistico di Corralejo è a 16 km a nord-est mentre quello di El Cotillo 15 km nord-ovest. La capitale dell’isola, Puerto del Rosario, si trova a 22 km a sud est sulla strada FV-10.

La cittadina è situata al centro di una piccola pianura circondata da vulcani spettacolari: la Montaña de la Arena al nord, la Montaña de Escanfraga al nord-est, la Montaña del Frontón a est, il Morro de los Rincones a sud e la Montaña de Tindaya a sud-ovest.

Il comune occupa tutto il nord dell’isola di Fuerteventura e con una superficie di 356 km² è il secondo comune più vasto di Fuerteventura, dopo quella di Pájara che comprende la penisola di Jandía.
Il territorio del comune di La Oliva comprende l’isola di Lobos con il suo Parco Naturale e il Parco Naturale delle Dune di Corralejo.

Storia di La Oliva

Dopo la conquista dell’isola di Fuerteventura, il Normanno Jean de Béthencourt fondò la capitale a Betancuria. Verso l’anno 1500, i due fratelli Hernández abitanti di Betancuria costruirono due casette nelle terre fertili del nord dell’isola per sviluppare la coltura dei cereali. Queste costruzioni hanno di fatto segnato la fondazione del villaggio di La Oliva e Fuerteventura divenne in poco tempo il granaio delle Isole Canarie (grano, segale e orzo). Oggi, osservando il territorio semi-desertico della zona tutto questo può sembrare strano: sono stati la cattiva gestione del territorio – in passato fertile – e il pascolo intensivo dalle capre a causare la trasformazione del paesaggio.
Il raccolto di grano nel passato di Fuerteventura è oggi ricordato al museo del Grano La Cilla di La Oliva.

Il numero crescente di abitanti allontanatasi della capitale Betancuria richiese la costruzione di una volta – dedicata alla Virgen del Rosario – e l’assistenza di un cappellano, il fratello di un monaco francescano di Betancuria, il quale si costruì una piccola casa, la Casa del Capellán ancora oggi visibile a La Oliva.

L’anno 1742 vede il trasferimento del governatore militare dell’isola di Fuerteventura (Gobernador de Las Armas) da Betancuria a La Oliva. Verso il 1750 il governatore fece costruire un grande maniero che diventò il seggio dei governatori, la Casa di los Coroneles (casa dei colonnelli). I poteri politici, economici e sociali del Coronel  fecero diventare La Oliva la capitale economica di Fuerteventura, anche se la capitale politica rimase comunque Betancuria.
A causa del buon stato economico la popolazione aumentò e La Oliva divenne la città più popolosa dell’isola. La popolazione aumentò ancor di più a seguito delle eruzioni vulcaniche settecentesche che si verificarono sulla isola di Lanzarote: intere famiglie migrarono nel nord di Fuerteventura.

Nell’anno 1836 La Oliva divenne formalmente la capitale dell’isola, ma solo per un breve periodo di tempo. Nel 1859 infatti il reggimento di stanza a La Oliva fu sciolto (l’ultimo colonnello morì nel 1870) e l’anno successivo, nel 1860, la capitale fu trasferita a Puerto de Cabras (oggi Puerto del Rosario). Da questa data iniziò il declino economico e politico di La Oliva; i commercianti, amministratori e rappresentanti del governo centrale si trasferitono a Puerto de Cabras.

Oggi La Oliva rimane un piccolo centro tranquillo sonnecchiante con qualche piccolo negozio e alcuni ristoranti.

La chiesa della Madonna della Candelora (Iglesia de Nuestra Señora de la Candelaria)

Nuestra Señora de la Candelaria si trova nel centro del paese sulla piazza Plaza de la Candelaria e venne costruita intorno al 1711 quando il potere politico e militare si stava spostando da Betancuria a La Oliva.
La chiesa è un edificio a tre navate tra le più grandi dell’isola, dimostrando l’importanza della città di La Oliva nel XVIII e XIX secolo.

Le pareti bianche contrastano con la pietra scura del campanile che si erge alla destra della navata. La pietra del campanile è fatta di roccia vulcanica di basalto, conosciuta localmente come “piedra molinera“.
Il Campanile ha un aspetto difensivo; serviva infatti anche come torre di guardia, permettendo di suonare le campane avvertendo la popolazione in caso di attacco da parte di pirati o corsari.

L’interno ha un interessante collezione di dipinti del migliore pittore barocco delle Isole Canarie nel XVIII secolo, Juan de Miranda Sejas (1723-1805).

La chiesa Nuestra Señora de Candelaria era utilizzata dai Coroneles dell’isola per le loro cerimonie matrimoniali: l’ultimo colonnello di Fuerteventura, un certo Cristóbal Manrique de Lara y Cabrera “vecchio” trentadue anni, sposò qui sua nipote di sedici anni Doña María de las Nieves de Castillo Manrique de Lara, il 30 marzo 1834.

La Chiesa della Madonna della Candelora è stata dichiarata di interesse culturale (BIC) nel 1993.

La Festa di Nuestra Señora de la Candelaria si svolge il 2 febbraio.

La Casa dei Colonnelli (Casa de los Coroneles)

La Oliva divenne la capitale de facto dell’isola di Fuerteventura sotto la struttura del Reggimento della milizia e il suo colonnello, El Coronel, fu governatore militare dell’isola.
I Coroneles costruirono un palazzo che è diventato il centro nevralgico dell’epoca di Fuerteventura, la Casa de los Coroneles.

Il Centro d’Arte Canarina (Centro de Arte Canario)

Questo museo privato è stato fondato nel 1991 dal filantropo Manuel Delgado Camino, soprannominato Mané. E’ ospitato in un palazzo restaurato del XIX secolo, e dopo un lungo periodo di chiusura è stato riaperto nel 2010.

Tra cactus e palme nei giardini sono sparse numerose sculture all’aperto, tra cui le opere di Alberto Agulló (nato nel 1931 a Elche in Messico e membro del gruppo di artisti Grup d’Elx), che ha vissuto 28 anni nelle Isole Canarie.
La scultura in metallo più spettacolare, che si trova nella parte posteriore del giardino è il Majohoré, un leggendario allevatore di capre gigante. Un’altra delle sue sculture è il Fertilizador de la Tierra (Il concimatore della Terra).

Al piano terra dell’edificio ci sono le sale per le esposizioni temporanee, mentre al piano interrato – illuminato da fessure nel soffitto – c’è una galleria espositiva permanente di arte contemporanea.
Tra le opere in esposizione permanente ci sono le opere d’Alberto Manrique (Alberto Ignacio Manrique de Lara Díaz), un surrealista nato nel 1926 a Las Palmas de Gran Canaria. Ci sono anche opere di César Manrique Cabrera (Arrecife, 1919 – Teguise, 1992) originario di Lanzarote.

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